Anna Grossi
|
|
 |
Violetta Grossi
Nelle Opere più recenti di Violetta , si assiste ad una forte accentuazione dei “caratteri decorativi” dell’arte,
carattere che come sappiamo, esaltano le linee ed i colori sulla superficie del dipinto...nel mondo di Violetta anche nel ricamo su tela. “il racconto pittorico” si fa, pertanto, più libero ed articolato in quanto obbedisce
con estrema immediatezza, alle interne sollecitazioni della fantasia creativa.
Una fantasia ricca di fermenti emotivi, legati alle proprie radici etniche, capaci di fondere, in uno stile
personale, le suggestioni naturalistiche con elementi culturali che appartengono all’arte contemporanea.
La sua attenzione è rivolta al cromatismo della natura nelle sue molteplici manifestazioni.
con un equilibrio visivo tra segno, colore, gestualità e materia, sa esprimere ciò che più conta nell'idealità compositiva, quella della descrizione narrativa, senza togliere nulla alla naturalezza e alla tenerezza del colore.
Vibrante di sentimenti espressivi della sua penetrazione psicologica, oltre al déjà-vu retinico del ricordo, con quei colori di magica intuizione, che sanno scavare l'anima.
Il mondo fantastico di Violetta, non è simbologico, ma è quello dello stupore immerso nelle native del
ricordo, quel desiderio della naturalezza della luce fino alle pieghe dell'anima, con la sua narrativa classica, e di una complementarietà avvertibile nelle cromie, per cogliere l'idea e tradurre nell'immagine il suo desiderio di comunicativa della vita che si fa stile.
Anna Grossi
Critica d’Arte
|
|
 |
Angela D'Alessandro
|
|
 |
Mario Nicosia
|
|
 |
Milvia Lauro
|
|
 |
Giulia Giovannelli Vakalis
|
|
 |
Valerio Brunelli
|
|
 |
Georges Santi
|
|
 |
M. Antonietta Magro
|
|
 |
Dimitri Dmitrijev
|
|
 |
Angelo Berluti
|
|
 |
Grazia Crisetti
|
|
 |
Silvye Forveille
|
|
 |
Maria Rosa Gelli
|
|
 |
Vladislav Dmitrijev
|
|
 |
Photogallery Foto della premiazione del 26 Agosto 2007
|
|
 |
Anna Di Pasquale Anna Di Pasquale - Sez. Arte-Pittura
L’autonomia linguistica rimane una delle fondamentali caratteristiche del lavoro di Anna, che sperimentando da par suo nuove tecniche, si è messa in luce per le sue pitture dai colori essenziali, eseguite mettendo in atto istintivamente,
attraverso una finestra che si affaccia con innocente stupore su un mondo interiore che
l’Artista esplora guidata da un sentimento leggero.
Ogni veduta, ogni figura, diventa così una scoperta ad abbattere le barriere tra la doppia e tripla dimensione, la sua è una produzione meditata e consapevole di esprimere i propri valori e le sue forti emozioni di fronte alle vicende della vita, Anna sa dare colore al sentimento, creando tonalità lievi ma vibranti, con accostamenti coraggiosi ed audaci
tentando spericolate avventure cromatiche.
Tale è la strada nella quale l’Artista riesce ad esprimere il suo mondo con piena soddisfazione, ciò si nota osservando attentamente le sue composizioni dove si avverte, chiaramente, che l’elemento descrittivo è praticamente traslato in una poetica invenzione surreale, la pittura diventa essenzialmente colore che assorbe nella propria intensità un lucido senso lirico e visivo, i soggetti perdono ogni loro connotato naturalistico per divenire, sensazioni, fantasia della memoria e dell’immaginario
Anna Grossi
Critica d’Arte
|
|
 |
"Dharma"Lucia Iannilli “ Città di Senigallia” 2009
Dedicata a Gabriella Ferri
Dharma” Lucia Iannilli - Sez. Arte
L’opera di “Dharma” Lucia Iannilli, anima l’intera immagine nella sua concretezza, la materia, non passiva, mossa in ogni sua parte, dall’interno, sempre, dall’esterno, alla superficie, non levigata, non immune dalle conseguenze degli
attriti con lo spazio in cui la materia è calata.
Un senso espressivo vasto e fondamentale del tutto interiore, e sottoposto alla intimità del risultato,
un incisivo senso anatomico che non si ferma, cioè, e non si vuole fermare a determinare la precisa posizione e
configurazione di un tratto, di un segno inciso. Una pitto - scultura nell’emozionante sublimazione del
presente, proiettata negli infiniti e sensibili accenti della superficie, vibrante ed estrema, affiorante dagli intimi gesti.
Da dove cominciare? Non è facile trattandosi di un'opera concettuale di pitto scultura, che esclude i materiali
tradizionali della tavolozza, ma dialoga, comunque, con giusta definizione di bravura, con i lavori finalisti in
esposizione. Dharma, è indubbiamente un’ artista che si distanzia anche dagli altri artisti contemporanei
che usano la stessa scelta tematica, che ripetono stereotipi ormai diventati remunerativi, ma poveri di vitalità.
Dharma, invece, pur nella sua riconoscibile sigla astratta, è inventrice, sperimentatrice, e padrona dei suoi mezzi, riesce, persino, a moltiplicare immagini nell'immagine, frutto dell'ombra che si staglia, passo dopo passo,
regolarmente con simmetria, con l'effetto di una meridiana luminosa.
Quasi una scala di riverberi e riferimenti ragionati, Il che, è fondamentale, perché tutto sta scritto nell'opera di
Dharma. L'autrice è lì, ospite della sua opera, non fosse altro, per quella sua fiammeggiante intelligenza, L'artista, in quel suo momento esplorativo, con la passione e l'ingenuità di una iniziata, testimonia nuove emozioni, giochi d'ombre alla “Basaldella” quasi uno spezzone di ragnatela di riferimenti: pensiero-spazio-tempo, che accendono di suggestioni, il piano di gesso scolpito, contenuto di un’ opera, origine di novità.
Anna Grossi
Critico d’Arte
|
|
 |
Nora Nikolova Yaneva
Sprigiona attraverso la pittura, la sua grinta e la sua creatività mostrando l’aspetto di Artista dalle
molteplici forme e sfaccettature.
Nella trasparenza dei volti che riflettono una luce propria, in una interpretazione suggestiva della vera
essenza della vita, i suoi dipinti “pulsano” evidenziando una raffinata tecnica e sapiente mescolanza di colori dai toni e dalle sfumature calde e avvolgenti che esprimono note d’amore e di memoria, velate da un
malinconico sapore antico.
Una sorta di epidermide la cui superficie rivela l’intensità del suo stesso esistere, pittura delicata su tela, con vitalità artistica espressa a parole o nei fatti, ovunque raggiunge decisamente contorni di lirismo; il segno ed il paesaggio nella tensione coloristica, uniti gli uni da un flusso di energia vitale. La percezione ha un solo universo, regolato da una meditazione. Queste opere sono: parole dipinte.
Anna Grossi
Critica d’Arte
|
|
 |
Rina Casini
Ampi spazi di cielo dove librarsi con i sogni e con i desideri, per rincorrere aneliti di libertà mai sopiti.
Appena una striscia blu densa, del cielo, fa da sfondo a spigolatrici piegate nel lavoro quotidiano, vicine,
per raccontarsi il dipanare di memorie antiche, e quasi a proteggersi dal sole incombente di una certa ora del giorno estivo.
Intanto si fa strada, tra ciuffi d’erba, e spighe, che marcano il limite del vagare umano, il morbido e delicato primo piano della vita che ancora si espande col profumo del grano, nelle note liete del colore .
Di qua, il pensiero, che scorge tracce di orme invisibili, di come le ombre dissolvono il sole, il vento cancella sulla distesa intrisa del colore della luce, che si propaga, affondando le sue radici fino ai confini del cuore.
Anna Grossi
Critica d’Arte
|
|
 |
Piera Corinaldesi
Piera Corinaldesi, attraverso i suoi lavori dimostra ampiamente di conoscere la tecnica del disegno e la
prospettica, nonché il dosaggio cromatico che si esprime in tonalità luminosa. Il colore muove con il segno in sicure costruzioni e fluttuanti riverberi di luce, il calore cromatico espresso nell’Universo “Rurale” coglie le forme, le espressioni, gli umori, i colori che più coinvolgono la sua sensibilità artistica, e li traduce in dipinti che hanno il pregio di trasmettere emozioni.
Incredibilmente gli spaventapasseri di Piera, hanno vitalità, una carica intensa nei lineamenti , nelle
espressioni misteriose, nei colori caldi, nelle evanescenze figurali, nel dire e non dire. E’ in questa
rappresentazione che la pittrice evidenzia il suo valore compositivo.
Nelle sue opere si spandono umori e sensazioni, che colpiscono atri reconditi dell’anima e trascinano in una tensione verso l’inappagato e l’inespresso convertendo in misture coloristiche il bianco della tela,
composizioni accattivanti all’occhio del fruitore. Ogni sua opera rimane così rappresentata tra il rigore
disegnativo e la sublimazione del tema.
E’ la mano di una grande Artista che sa darci esperienze e contrasti, che porta ad un grado di esaltazione
poetica l’umana e terrestre realtà.
Anna Grossi
Critica d’Arte
|
|
 |
Francesco Ulissi
Francesco Ulissi ha una spaccata predisposizione verso il disegno tecnico, sviluppa un linguaggio fatto di
modelli compositivi personali e di una particolare rappresentazione della realtà. Il suo giocare con il colore,
il continuo richiamo all’elaborazione del “soffuso” , sovente sono in grado di catalizzare l’attenzione dello
spettatore.
Il suo è un percorso di crescita tecnica che lo porta allo studio ed alla riflessione sulle sempre nuove
possibilità che la pittura gli fornisce. Un continuo mettersi in gioco, e in discussione, su tematiche sempre
legate al figurativo di stampo “Classico” porta l’Artista al perenne rinnovamento del suo modo di interpretare ed intendere la natura.
E con la forza del suo stile, Francesco, trae una interpretazione suggestiva del “mondo intorno” carica di
Phatos, del suo inconscio... che parla .
Anna Grossi
Critica d’Arte
|
|
 |
Maria Letizia Valchera Recensione:
Nella definizione di “Informe libertà contemplativa” può essere sintetizzata l’operazione artistica di Maria Letizia, in favore di una idea d’arte svincolata da una vera e propria progettazione implicante
una “chiusura di senso” .
L’esperienza artistica, qui non vuole essere creazione di forme nuove o assolute, ma viaggio contemplativo pre- significante, anteriore al significato narrativo - rappresentativo, dunque uno stato visivo percettivo
al di fuori della mediazione e dall’imposizione linguistico - razionale, determinante una chiusura di senso.
Fino a raggiungere il luogo estetico ed estatico della uniforme libertà contemplativa.
Letizia (oggi) Artista di geometrie apparentemente “statiche” utilizza elementi stilizzati e pigmenti netti in una dimensione onirica , una pitto - scultura ai limiti del surreale, impegnata nella scoperta dei dubbi
dell’umanità.
Anna Grossi
Critica d’Arte
|
|
 |
Emanuela Di Stefano Emanuela Di Stefano:
La sua Arte si distingue per la sua forza sintetica e per la profondità dell'allegoria, poetica in questa Opera, Emanuela è una pittrice degna della grande tradizione, le sue figure sono pensose ed umane, vicine allo spirito della verità, lontane ad esempio dall'orribile civiltà tecnocratica che tanto stupidamente reprime l'arte. L'Artista opera nella dimensione dello smarrimento e dello stupore, infatti, c'è sempre qualcosa che attende di consumarsi per noi. Produrre un'opera significa proprio questo: lasciarne la traccia e riprenderla poi per un'opera successiva, nel bisogno urgente di comunicare le proprie emozioni a livello profondo. Nel lieto controcanto cromatico dell''arcana melodia del silenzio.
Anna Grossi- critico
|
|
 |
|